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Dossier

Dermatologia

Sudorazione, traspirazione…l’odore è “personalizzato”

IL SUDORE SVOLGE UN RUOLO IMPORTANTE
La nostra pelle ospita circa 2.000-3.000 ghiandole sudoripare che producono quotidianamente circa 800 ml. di sudore. Queste strutture sono di due diversi tipologie: "eccrine" (distribuite sull'intera superficie corporea e che producono un sudore praticamente inodore) ed "apocrine" (localizzate maggiormente a livello delle ascelle, della zona inguinale, perianogenitale e dell'areola mammaria…e che sono maggiormente responsabili del cosiddetto "body odor").
La composizione del sudore prodotto non è uguale per tutti e, per lo stesso individuo, non è sempre la stessa! Varia infatti da persona a persona sia qualitativamente che quantitativamente, in base a numerosi fattori (basti ricordare l'alimentazione o la secrezione ormonale) e rappresenta una specifica firma di riconoscimento dell'individuo.
Da cosa è allora caratterizzato il nostro odore corporeo? Sicuramente dal proprio patrimonio genetico, dal sesso, dagli stili e dalle abitudini di vita, dalla razza, dalla temperatura, dai fattori ormonali, ma anche dalla correlazione tra sudorazione eccrina ed apocrina:

  • Le ghiandole sudoripare eccrine sono le più numerose e producono un secreto acquoso che serve principalmente per la termoregolazione corporea: attraverso questo meccanismo fisiologico si consente l'eliminazione del calore prodotto dall'organismo, determinandone il relativo raffreddamento.
  • Ben diverso è il sudore prodotto dalle ghiandole sudoripare apocrine: è più denso e ricco di sostanze organiche quali aminoacidi, trigliceridi acidi grassi ed esteri. Questa particolare composizione fa sì che questo secreto sia un ottimo "habitat" per lo sviluppo di organismi in grado di scindere le sostanze organiche che lo compongono portando alla formazione di sostanze volatili, responsabili dei forti e pungenti odori corporei.

Anche se difficile a credersi, la secrezione prodotta dalle ghiandole sudoripare non appena prodotta e riversata sulla superficie cutanea è quasi del tutto inodore. Solo in seguito all'azione della flora batterica cutanea normalmente presente sulla cute, si produce l'odore caratteristico del sudore. Questi batteri attivano enzimi in grado di "digerire" le componenti del sudore dando luogo alla produzione di particolari composti volatili e veri responsabili dell'odore sgradevole…
Tutto ciò è facilitato da un ambiente caldo umido e da un pH cutaneo locale tendente all'alcalinità.
In alcune zone la densità della flora batterica può infatti raggiungere i sei/sette milioni per cm² e può aumentare notevolmente nelle zone caldo-umide come le pieghe cutanee, i cavi ascellari, gli spazi interdigitali, le zone perigenitali.
Normalmente è il cavo ascellare la principale "sorgente" dell'odore corporeo sgradevole, proprio per il particolare micro-ambiente caldo umido scarsamente areato, in particolare:

  • Ricco di secrezione sudorale soprattutto apocrina, ma anche eccrina e sebacea
  • Per il pH tendenzialmente più elevato
  • Per la costante temperatura di circa 37° C
  • Per la presenza di grossi peli
  • Per un maggiore conseguente "attecchimento" ed aumento della popolazione batterica, che dà origine quindi una massiccia scomposizione delle sostanze organiche presenti.

Più direttamente coinvolti nella formazione dell'odore sudorale sono i batteri corineformi (Difteroidi lipofilici), responsabili di una sudorazione detta "acre-muschiata", che deriva dalla scissione di steroidi androgeni, ed i micrococchi (Staphylococcus epidermis) in grado invece di dare luogo ad una sudorazione dall'odore definito "caprino", a causa della degradazione di componenti quali gli acidi grassi di origine sebacea o apocrina con successiva produzione di acido caprilico e suoi derivati…

LA STORIA DELL'ODORE UMANO
L'odore del sudore prodotto dalle ghiandole apocrine è dunque quello che in epoca moderna si ritiene più fastidioso ed è proprio quello che si tenta costantemente di eliminare/mascherare. Originariamente i nostri antenati non si deodoravano né si profumavano perché non era socialmente utile, piuttosto gli "odori" corporei naturali assolvevano a molteplici funzioni quali comunicazione, riconoscimento, delimitazione del territorio, richiamo sessuale. L'evoluzione, il grado di sviluppo, la tecnologia, il passare dei secoli hanno determinato la quasi scomparsa dei naturali odori corporei umani. Al posto degli odori individuali, quali messaggeri di comunicazione e regolatori dei rapporti sociali, sono comparsi profumi e deodoranti. Ma come si riconosce l'odore? Nei mammiferi esistono due tipi di organi olfattivi: quello del bulbo vero e proprio, al di sopra delle cavità nasali che presiede all'odorato cosciente e quello vomero-nasale che provvede all'odorato "subliminale". Nella specie umana quest'ultimo sembra essersi atrofizzato ed ancora oggi si discute circa la funzione o meno dell'olfatto ai fini dell'attrazione per la riproduzione ed è controverso anche il tema circa presenza e funzione dei "feromoni" anche nell'uomo e nella donna... Allo stesso tempo si utilizzano perifrasi come "attrazione a pelle", ovvero legata a fattori che sono di fatto ancestrali ma ancora esistenti? I "feromoni" sono sostanze organiche volatili ed inodori secrete dalle ghiandole cutanee ed in grado di modificare fisiologia e comportamenti di individui della stessa specie. Quasi tutte le specie animali li secernono ed utilizzano per segnalare ai simili intenzioni sessuali, pericolo, necessità di aggregazione, etc. Nell'uomo esistono strutture analoghe, ma sembra si siano involute con l'evoluzione della specie. Al momento sembra probabile che i feromoni nell'uomo rappresentino ormai solo una sottile traccia del meccanismo fisiologico che millenni fa era necessario alla sopravvivenza. Generalmente gli effetti dei feromoni negli esseri umani sono stati ritenuti "improbabili". In alcuni recenti studi è stato però dimostrato che, in un gruppo di donne, l'odore di un composto androgeno-simile attiva l'ipotalamo, così come accade in un gruppo di uomini con un composto estrogeno-simile, suggerendo un potenziale substrato fisiologico per la risposta sessuale differenziata. Ai nostri tempi quindi profumazione e deodorazione sono senza dubbio i comunicatori olfattivi preminenti, prima di tutto per nascondere quelli che la comunità interpreta come odori sgradevoli, secondo poi (ma non in ordine di importanza) per comunicare nei rapporti sociali il proprio status individuale...ed anche caratteriale! Come possiamo intervenire al meglio sul nostro odore corporeo? La moderna cosmetologia offre oggi numerose risposte al problema. La prevenzione del cattivo odore inizia con una scrupolosa, costante e specifica igiene cutanea, in particolare delle aree più a rischio, come ascelle e area perianogenitale. Altro importante fattore è il contatto con gli indumenti. Se da un lato è molto importante scegliere tessuti in grado di facilitare la traspirazione (come è il caso di quelli naturali, ad esempio il cotone), dall'altro è essenziale evitare che si impregnino di secreto sudorale…ed a nulla servirebbe applicare profumi o maggiori quantità di deodorante sulla pelle o sugli abiti! La sola detersione infatti non è sufficiente a prevenire in modo adeguato l'odore insidioso di sudore: in particolare per la zona ascellare l'uso di idonei deodoranti è indispensabile al completamento dell'igiene personale. Questi particolari prodotti cosmetici sono in grado di eliminare o ridurre il cattivo odore senza alterare i delicati equilibri fisiologici alla base dei normali processi cutanei e della salute della pelle e dei suoi annessi.

"dalla redazione AIDECO"

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