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Dossier

Ginecologia

L'odore intimo

Perché, anche in assenza di patologie, le zone genitali delle donne possono essere fonte di odori o di cattivi odori?

Queste aree, per la loro specifica "costituzione" anatomo-fisiologica, rappresentano un facile terreno per la produzione di odori. In queste aree infatti, accanto a un'abbondate secrezione di sebo si osserva anche sudorazione. Ecco perché anche in donne senza patologie si possono presentare perdite vaginali sia inodori sia di odore sgradevole. L'anatomia di queste zone favorisce l'accumulo di tali secrezioni, l'aumento dell'umidità, una normale azione di sfregamento delle strutture anatomiche con conseguenti fenomeni irritativi, tutti fattori che favoriscono la crescita e lo sviluppo eccessivo dei microrganismi che normalmente risiedono in queste zone e che, tuttavia, producono, nei loro processi metabolici, delle sostanze dall'odore sgradevole.

Quali sono le più frequenti condizioni (patologiche o no) che determinano un cattivo odore a livello dell'area genitale femminile?

Tra le patologie che si rilevano con esami specifici e che sono "da curare",

  • la Vaginosi batterica che si verifica quando c'è un'infezione che oltre all'odore provoca prurito e fastidio. la Vaginite da Trichomonas, anche questa un'infezione,
  • la Vaginite da corpi estranei, cioè un'irritazione provocata ad esempio  da tamponi o assorbenti interni cambiati poco spesso o da pezzi carta igienica residui attaccati alle parti intime

Da cosa è caratterizzata la Vaginosi batterica?

Perdite vaginali di colore  grigiastro con sgradevole odore (molto penetrante dopo un  rapporto sessuale), dovuto alla produzione da parte del batterio di  particolari sostanze (ammine); irritazione e infiammazione della  vagina e della zona circostante; talvolta dolore durante i rapporti  sessuali o nell'urinare; raramente è presente prurito  all'apertura della vagina.

La vaginosi batterica è la più  comune causa di sintomi da vaginite tra le donne in età fertile; si manifesta quando la normale flora batterica vaginale  (costituita prevalentemente da Lattobacilli come il bacillo di Doderlein  che vive abitualmente nella vagina della donna dove svolge un ruolo benefico)  viene sostituita da altri batteri che, trovando condizioni favorevoli,  crescono numericamente e possono diventare pericolosi. Tra questi, uno  dei principali è la Gardenella vaginalis; altri sono il  Bacteroides, Mobiluncus e il Mycoplasma hominis.

E la Vaginite da Trichomonas?

Prurito, irritazione e  infiammazione locali. Arrossamento e sensazione di  bruciore a livello della vulva e della vagina. Eventuale gonfiore alle  piccole e grandi labbra. Perdite anomale di colore  giallo-verdastro, schiumose, in genere maleodoranti, talvolta con  piccole macchie emorragiche. Dolore durante i rapporti sessuali  (dispaureunia). Dolore durante l'emissione di  urina.

Spesso la causa del contagio sono i rapporti sessuali, è trasmissibile al partner e quindi è importante rilevarla subito e fare una cura consigliata dal medico anche sul partner per evitare il ricontagio. Qualsiasi persona sessualmente  attiva può infettarsi con il trichomonas. L'infezione si trasmette attraverso i  rapporti sessuali per via vaginale. Raramente, il contagio può avvenire  anche tramite biancheria infettata od oggetti contaminati (il parassita  può vivere al di fuori del corpo fino a circa 45 minuti).

Quali caratteristiche si osservano, invece, con la vaginite da corpi estranei?

Secrezione vaginale estremamente maleodorante, spesso profusa e arrossamento della zona intorno alla vagina.

È possibile riconoscerle e trattarle?

Il ginecologo è sicuramente in grado di riconoscerle e trattarle, sia con farmaci per uso orale e locale. Per il trattamento è sempre prudente non affidarsi a sistemi di automedicazione scelti senza lo specifico e personalizzato consiglio del medico. Il trattamento del partner è consigliato solo in caso di infezione da Trichomonas.

La prevenzione è possibile?

Il modo più sicuro per evitare il  contagio è l'astinenza dai rapporti sessuali per via vaginale, orale o anale, o mantenersi per un lungo periodo di tempo strettamente monogamici, cioè avere rapporti con un solo partner non infetto. Il profilattico, se usato  regolarmente e in modo corretto, può ridurre notevolmente il rischio di  trasmissione, ma non protegge al 100%. Dopo una diagnosi di vaginosi  batterica, è importante avvisare tutti i partner sessuali recenti in  modo che possano rivolgersi al proprio medico per un controllo (tampone  uretrale). È sempre importante evitare contatti  o rapporti sessuali durante il trattamento per ridurre il rischio di una  reinfezione.

Per evitare le frequenti recidive sono utili alcuni consigli di igiene comportamentale: lavare le parti intime sempre dal  davanti all'indietro per evitare che batteri del retto possano  diffondersi nella vagina; curare l'igiene intima e asciugare  sempre molto bene la zona vulvare (per es. d'estate evitare di tenere a  lungo il costume bagnato). evitare lavande vaginali,  soprattutto se si è predisposti a vaginosi batterica, evitare spray per l'igiene intima,  saponi troppo duri e aggressivi o profumati. evitare indumenti intimi troppo stretti e sintetici che trattengono l'umidità delle parti intime  e fanno respirare poco il corpo.

Lo sapevi che?

  • Alcuni studi scientifici sostengono che 1 donna su 50, anche in assenza di patologie, presenta un odore vaginale più o meno sgradevole.
  • Le calze autoreggenti oltre ad essere sexy permettono una maggiore traspirazione delle parti intime rispetto al collant e sono consigliate per "areare" e prevenire odori intimi.

Il ginecologo consiglia

  • Igiene intima quotidiana e sempre prima e dopo un rapporto sessuale.
  • Utilizzare detergenti dedicati ed evitare quelli "aggressivi" (solitamente più fanno schiuma e più sono aggressivi).
  • Fare attenzione al confezionamento del detergente, che deve essere fatto in modo da impedire il contatto
  • con le mani o con l'aria, che causano lo sviluppo di microrganismi nel prodotto stesso.
  • Lavarsi e asciugarsi senza lasciare zone umide, con movimenti dalla vulva verso l'ano (eviteremo di portare batteri fecali a contatto con la vagina).
  • Usare biancheria intima in cotone, ampia e assorbente, o materiali naturali, perché i tessuti sintetici non consentono la traspirazione, limitare l'uso di slip in pizzo o sintetici inclusi perizoma.
APPROVATO DAI GINECOLOGI Aogoi