Ti informiamo che, per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito, ACRAF S.p.A. utilizza dei cookie. ACRAF S.p.A. impiega cookies di terze parti che consentono, a queste ultime, di accedere a dati personali raccolti durante la navigazione. Per maggiori informazioni consulta l’informativa estesa ai sensi dell’art. 13 del Codice della privacy. L'utente è consapevole che, proseguendo nella navigazione del sito web, accetta l'utilizzo dei cookie.

Dossier

Dermatologia

La pelle diventa rossa, prude, si “gonfia”: orticaria?

Cos'è l'orticaria?

È una manifestazione cutanea caratterizzata da chiazze arrossate, leggermente rilevate chiamate anche "pomfi".

Da cosa è provocata?

  • Sono moltissime le situazioni in cui può manifestarsi l'orticaria:
  • ingestione di alimenti (per esempio cioccolata, crostacei, uova);
  •  ingestione di additivi, coloranti, conservanti per alimenti;
  • punture e morsi di insetto;
  • assunzione di farmaci (per esempio antibiotici, antinfiammatori) o di eccipienti in essi contenuti;
  •  vaccini e iniezioni desensibilizzanti;
  • malattie quali epatiti, mononucleosi, rosolia;
  • infezioni da virus, funghi o parassiti in genere;
  • inalazione di sostanze come, per esempio, forfora di animali;
  • contatto con le piante.

Quali sono i sintomi?

Prurito e pelle "ipersensibile" al contatto sono di solito i primi sintomi, in seguito si sviluppa arrossamento fino alla comparsa di pomfi. Questi sintomi possono manifestarsi con differenti attacchi e in zone completamente diverse della cute rispetto ad un eventuale precedente episodio. Solo in casi più gravi può essere interessato anche l'apparato respiratorio. Inizialmente si avverte un lieve prurito alla gola o a gran parte del collo e, in seguito, una sensazione di gonfiore e di soffocamento dovuto a un edema (rigonfiamento) della laringe.

Come si cura?

Principalmente con antistaminici o cortisonici. Inizialmente può essere sufficiente una terapia locale utilizzando creme a base di antistaminico o cortisone. Successivamente il medico può prescrivere antistaminici oppure, nei casi più gravi, cortisonici per bocca.

Come si previene?

Anche se basterebbe evitare il contatto con la causa scatenante dell'orticaria, può essere difficile attuare questa semplice misura preventiva poiché le sostanze responsabili della risposta allergica possono essere difficili da isolare oppure possono essere più di una.

Grattarsi ha delle ripercussioni?

L'atto spontaneo di grattarsi in questi casi può far aumentare il prurito perché favorisce l'ulteriore liberazione di mediatori chimici a livello cutaneo che perpetuano e aggravano la sensazione di prurito

Inoltre grattarsi troppo violentemente provoca veri e propri microtraumi che aprono la "porta" al contatto sia con i microrganismi che "abitano" normalmente gli strati più superficiali della pelle sia con quelli che vengono dall'ambiente esterno. Tutto questo può portare all'insorgenza di  infezioni della zona "grattata".

Lo sapevi che?

  • Secondo le più recenti statistiche, nel corso della vita, 1 persona su 5 è colpita da orticaria.
  • Una visita dal dentista può essere utile per scoprire la causa dell'orticaria. Un'infezione derivante da un ascesso dentale, infatti, può causare orticaria.

Il dermatologo consiglia

  • Evitare bagni con acqua calda perché favoriscono la vasodilatazione e aumentano l'orticaria e lo stimolo a grattarsi.
  • Indossare indumenti larghi di cotone o lino che entrino a contatto il meno possibile con la pelle. L'utilizzo di fibre miste naturale/sintetico favorisce il sudore e quindi ulteriore fastidio che può causare grattamento; scegliere colori chiari poichè  le tinte scure, con il sudore della pelle possono liberare più facilmente pigmenti che potrebbero innescare nuovamente la reazione allergica a livello della cute già interessata.
  • Assumere antistaminici secondo le prescrizioni del medico e anche in caso l'orticaria scompaia prima del termine della terapia
  • Non asportare, con lavaggi troppo energici o con eccessivo strofinamento, i batteri e i funghi che normalmente presenti sulla cute perché svolgono un'azione protettiva.